Nella specie si ascriveva al ricorrente di aver fatto parte di un gruppo di contestatori che, irrompendo ad una conferenza in corso sulle missioni di pace all'estero, aveva contestato i relatori, nei cui confronti erano stati indirizzati spruzzi di vernice e spray urticanti. La Corte non ha ravvisato motivi di particolare valore morale o sociale nella condotta dell’imputato, in quanto il movente dell’azione, da ricondurre alla ricusazione delle missioni di pace all'estero, è opinione non supportata da un generale consenso sociale, né conforme alla morale ed ai costumi condivisi dalla prevalente coscienza collettiva.
Carlo Sorio, Avvocato penalista Verona